Il cuscino del mostro

Su un cuscino nero come la notte, senza lucette accese a confortare la camera dei giochi, si sono sdraiati i bambini coraggiosi, ognuno col suo mostro. Loro giocano con il terrore delle fiabe in cui bimbi sperduti nel bosco, senza mamma e senza scarpe, finiscono cucinati dalla Strega, ingoiati dal Drago, sbranati dal Lupo. Giocare col mostro è un po’ addomesticarlo. Evitarlo, mascherarlo, sotterrarrlo sotto la coltre pulita del nostro quotidiano ordinato non fa che allungare l’eco della paura, l’ombra della notte. Allora ricordiamoci di come facevamo da piccoli e tiriamo fuori il coraggio: affrontiamo il mostro che ci portiamo dentro, chiamiamolo per nome e portiamolo a prendere il caffè lunedì mattina. Meglio un mostro alleato che un mostro sepolto che ci attacca nel cuore della notte.

Viola, 10 anni: “Una notte ho sognato che ero in un prato e dagli alberi penzolavano impiccati i miei compagni di classe. Urlavano fortissimo, tutti insieme -Viola tirami giù, tirami giù- Ma io non riuscivoe piangevo. Tutto era scuro, non c’erano foglie né fiori né colori.”

Delfina. 8 anni: “Il sogno più brutto che ho fatto è che rapivano mia sorella. Un ladro entrava nella stanza di notte e la prendeva dal lettino. Allora io lo combattevo e gli ho tirato un calcio fortissimo così lui l’ha fatta cadere ed è scappato dalla finestra”

Matteo, 10 anni. “I sogni che fanno paura non me li ricordo mai ma quando sono sveglio la paura mi viene quando la maestra mi interroga e io non ho studiato. Mi viene forte da dentro. Divento bianco bianco e non mi vengono più le parole”

 

PS: i nomi sono falsi per proteggere l’identità dei bambini, ma le loro paure son quelle vere.

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