Sognare per cambiare

Fotografia Europea quest’anno parla di cambiamento. Cosa c’entrano i miei ritratti sdraiai? C’entrano c’entrano…intanto sdraiarsi costringe a cambiare prospettiva, si passa dal guardare ciò che rientra nel nostro campo visivo, a ciò che sta in alto. Il respiro si allarga, le membra si distendono e si è pronti a sognare. Senza sogni grandi, impossibili, arditi, non c’è cambiamento, non c’è rivoluzione. Nuove storie, nuove epoche, nuovi amori nascono dal coraggio di immaginare altro; quello che prima non c’era, l’impossibile, l’indicibile, l’inimmaginabile.

Questi sono i nove soggetti scelti per l’esposizione di FERE2013. Ci sono sogni di bambini, sogni d’amazzonia, sogni di vaffanxxxo, sogni di seta, di panna e di mare…

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I 50 migliori ristoranti del mondo

Anche quest’anno c’è stata a Londra la premiazione dei Fifty Best, i 50 migliori ristoranti del mondo. Ecco per voi un piccolo riassunto iconografico di come sono andate le cose.  I primi tre classificati e gli italiani che sono entrati in classifica...tutti rigorosamente sul cuscino.

El Celler De Can Roca – Girona, Spain  – Best in Europe & The World.

Noma – Copenhagen, Denmark

Osteria Francescana – Modena, Italy

e poi gli altri italiani in classifica sono..

27 Le Calandre – Rubano, Italy

40 Combal Zero – Rivoli, Italy RE-ENTRY

41 Piazza Duomo – Alba, Italy NEW ENTRY

(Così se credete potete incominciare a mettere da parte i soldi per un’esperienza culinaria stellare)

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Una federa rosa.

Ci siamo cambiati la federa e l’abbiam scelta tutta rosa per anticipare la nostra partecipazione a Fotografia Europea 2013 a Reggio Emilia. Debuttiamo fra qualche giorno! Nove sono i soggetti scelti ed esposti. Chi ne indovina almeno 3 vince in premio la maglietta sul cuscino (Come vivere senza???) Allora, che aspettate, buttatevi ad indovinare!

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Le passioni dimenticate

Ci sono amori dai quali bisogna prendere le distanze per esplorare nuovi spazi, passioni che vanno scordate per poterle riaccendere se vere. In questi mesi ho continuato a fare i miei ritratti sul cuscino ma non sono riuscita ad occuparmene, nè a pubblicarli. Chissà, le menti bizzarre come la mia fanno fatica ad essere continuative. Ma eccomi qui di ritorno. Il mio cuscino si è riempito di nuovi sogni ed io mi sono risvegliata. Nei prossimi giorni comincerò a postare gli arretrati, chissà se interessa ancora anche voi il mio viaggio sui cuscini e nei sogni…

 

 

 

 

 

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Il cuscino del mostro

Su un cuscino nero come la notte, senza lucette accese a confortare la camera dei giochi, si sono sdraiati i bambini coraggiosi, ognuno col suo mostro. Loro giocano con il terrore delle fiabe in cui bimbi sperduti nel bosco, senza mamma e senza scarpe, finiscono cucinati dalla Strega, ingoiati dal Drago, sbranati dal Lupo. Giocare col mostro è un po’ addomesticarlo. Evitarlo, mascherarlo, sotterrarrlo sotto la coltre pulita del nostro quotidiano ordinato non fa che allungare l’eco della paura, l’ombra della notte. Allora ricordiamoci di come facevamo da piccoli e tiriamo fuori il coraggio: affrontiamo il mostro che ci portiamo dentro, chiamiamolo per nome e portiamolo a prendere il caffè lunedì mattina. Meglio un mostro alleato che un mostro sepolto che ci attacca nel cuore della notte.

Viola, 10 anni: “Una notte ho sognato che ero in un prato e dagli alberi penzolavano impiccati i miei compagni di classe. Urlavano fortissimo, tutti insieme -Viola tirami giù, tirami giù- Ma io non riuscivoe piangevo. Tutto era scuro, non c’erano foglie né fiori né colori.”

Delfina. 8 anni: “Il sogno più brutto che ho fatto è che rapivano mia sorella. Un ladro entrava nella stanza di notte e la prendeva dal lettino. Allora io lo combattevo e gli ho tirato un calcio fortissimo così lui l’ha fatta cadere ed è scappato dalla finestra”

Matteo, 10 anni. “I sogni che fanno paura non me li ricordo mai ma quando sono sveglio la paura mi viene quando la maestra mi interroga e io non ho studiato. Mi viene forte da dentro. Divento bianco bianco e non mi vengono più le parole”

 

PS: i nomi sono falsi per proteggere l’identità dei bambini, ma le loro paure son quelle vere.

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